Dialogo ebraico cristiano: al centro, la speranza
La 36ª Giornata il 17 gennaio. Alla vigilia, serata di studio alla Lateranense. Interventi del rabbino capo Di Segni, di Ruth Dureghello, del vescovo Spreafico e della biblista Scaiola
Il motto del Giubileo “Pellegrini di speranza” ispira la 36ª Giornata per il dialogo ebraico-cristiano, che si celebra il 17 gennaio. Come deciso dal Rabbinato d’Italia e dalla Conferenza episcopale italiana, farà da sfondo alla serata di studio del 16 gennaio a partire dalle 17 nella Pontificia Università Lateranense organizzato con l’Istituto superiore di scienze religiose Ecclesia Mater. Dopo i saluti di Claudia Caneva, preside dell’Ecclesia Mater, Rosario Chiarazzo, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale scolastica e l’insegnamento della religione cattolica, e Simone Caleffi, docente di Teologia del dialogo interreligioso, sono previsti gli interventi di Riccardo Di Segni, rabbino capo della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, già presidente della Comunità ebraica di Roma, del vescovo Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, e della biblista Donatella Scaiola. L’intermezzo musicale sarà eseguito da un ensemble ecumenico del “Progetto Davka”, diretto da Maurizio Di Veroli.
Per il moderatore monsignor Marco Gnavi, responsabile dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i nuovi culti, il Giubileo è «l’occasione per dare ulteriore impulso al dialogo ebraico – cristiano. L’incontro fraterno è stato messo alla prova da questi tempi complessi e carichi di interrogativi, ma le radici bibliche e spirituali che fondano i nostri rapporti costituiscono un saldo ancoraggio capace di mantenerci uniti su prospettive positive di edificazione di una fraternità al servizio del bene dell’umanità».
In quest’ottica è centrale il tema della speranza. Nella tradizione ebraica, spiega il sacerdote, il Giubileo «coinvolgeva il popolo e i singoli, era il respiro della terra, la liberazione degli schiavi, il rinnovamento di una prospettiva in cui l’Altissimo, protagonista della storia umana, veniva riconosciuto e ispirava l’agire del popolo guidato dalla gratuità divina. Per i cristiani il Giubileo affonda le sue radici nella tradizione ebraica, l’apertura alla speranza trova fondamento nei testi biblici e si manifesta nel modo cristiano di vivere quest’anno speciale attraverso la grazia e il perdono. Interrogarci insieme – aggiunge – ci consentirà di guardare al futuro in maniera costruttiva. Il supporto dell’Ecclesia Mater e l’Università Lateranense come location sottolinea il valore formativo dell’incontro», che sarà trasmesso sul canale YouTube della diocesi di Roma.
14 gennaio 2025