Decreto flussi, Acli Colf: errore non aver inserito il lavoro domestico

Nella nota della segreteria nazionale, «profonda insoddisfazione» per il recente decreto. «Questo settore ha sempre più bisogno di nuova forza lavoro»

«Esprimiamo profonda insoddisfazione per il recente decreto Flussi che, ancora una volta, ha escluso il lavoro domestico. Eppure, questo settore ha sempre più bisogno di nuova forza lavoro, perché la domanda di assistenti familiari è in costante crescita». A parlare è Giamaica Puntillo, segreteria nazionale delle Acli Colf, commentando la decisione del governo di escludere il settore del lavoro domestico dalla regolamentazione dell’ultimo decreto Flussi, nonostante «le ultime stime ci dicano che ogni anno servirebbero 23mila assistenti familiari per soddisfare le richieste».

Nelle parole di Puntillo, «non aver inserito il lavoro domestico nella programmazione dei flussi, che ha prodotto tre volte le domande di posti disponibili, è stata una scelta miope. Speriamo che si possa ovviare a questa mancanza almeno con il prossimo decreto», conclude.

31 marzo 2023