Coronavirus, Sant’Egidio: governo disponga task-force per anziani in istituto

La Comunità chiede l’attenzione delle istituzioni per le persone «in assoluto più a rischio di contagiarsi», nell’epidemia di coronavirus in corso

Nell’emergenza per il coronavirus, che viviamo ormai da oltre un mese, la Comunità di Sant’Egidio chiede attenzione da parte delle istituzioni «nei confronti delle persone più a rischio in assoluto di contagiarsi: gli anziani in istituto». Le più recenti e tragiche cronache di Rsa e case di riposo messe in isolamento per l’alto numero di positivi al test, osservano, rivelano il fatto che «in molti casi non si è messo in sicurezza il personale che li assisteva, ugualmente vittima di questa grave mancanza. Si poteva e si doveva infatti assicurare che i lavoratori di queste strutture fossero protetti per garantire la loro salute come quella delle persone ospitate».

Se non si è attivata questa rete di protezione, osservano dalla Comunità, è «per una cultura troppa diffusa, quella che nega pari dignità alla vita delle persone più fragili con conseguenze potrebbero essere catastrofiche, come numero di vittime, per il tipo di strutture “chiuse”, in cui gli anziani sono ospitati». Di qui la richiesta a governo e regioni di «disporre con urgenza una task force di medici e operatori sanitari che controlli la situazione all’interno di istituti come Rsa, case di riposo e altre strutture di ospitalità, prima che sia troppo tardi per chi vi risiede e chi vi lavora». Ugualmente si sollecita, «con uguale urgenza», l’invio di mascherine, disinfettanti, ventilatori, bombole di ossigeno e altri dispositivi medici e di protezione – «di cui spesso le stesse strutture sono carenti» – nonché la sanificazione degli ambienti a rischio. «Ne va della coscienza civile di un Paese che non può assistere impotente all’ecatombe di una generazione che ha dato tanto in lavoro, cultura e benessere a chi è più giovane», è la conclusione.

27 marzo 2020