Assisi: conclusi i lavori a Santa Maria degli Angeli
Terminato il restauro dopo il sisma del 2016. Il provinciale padre Piloni: «Un nuovo inizio. La Porziuncola è tornata al suo antico splendore e con essa il cuore del messaggio di san Francesco»
Conclusi i lavori di consolidamento e restauro resi necessari dal sisma del 2016, nella basilica papale di Santa Maria degli Angeli ad Assisi. «Dopo un attento e meticoloso lavoro, questo luogo sacro, che ha visto san Francesco pregare, meditare e accogliere i primi fratelli, torna a risplendere», ha affermato padre Francesco Piloni, ministro provinciale della Provincia Serafica, in occasione dell’evento “Così abbiamo salvato la Porziuncola”, ieri, 25 marzo, anniversario della posa della prima pietra della basilica, nel 1569. Un appuntamento voluto per celebrare la restituzione al popolo di Dio della basilica che funge da “scrigno sacro” posto a protezione della Porziuncola, la cappellina dove Francesco d’Assisi, dopo aver compreso la sua vocazione, fondò l’ordine dei Frati minori nel 1209. Nella Porziuncola il Cristo apparso a Francesco concesse per l’intercessione della Vergine Maria la straordinaria indulgenza del Perdono di Assisi (1216). Presso l’abside della basilica, all’interno, si trova la Cappella del Transito, dove Francesco «accolse la morte cantando» il 3 ottobre 1226.
Nelle parole di padre Piloni, «questo evento non è solo un traguardo, ma un nuovo inizio. Il mondo ha bisogno di ascoltare il messaggio di pace, perdono e amore che qui è nato e che oggi, più che mai, vogliamo rilanciare. La Porziuncola è tornata al suo antico splendore e con essa il cuore del messaggio di san Francesco: un messaggio che, oggi più che mai, il mondo ha bisogno di ascoltare». Accanto a lui anche Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione post sisma 2016, che ha sottolineato la «perizia artigianale», la «tecnologia all’avanguardia» e la «tempestività» – cose che «è giusto celebrare» -, che hanno permesso di ultimare i lavori in meno di due anni. «Si è trattato dell’intervento più esteso e pervasivo, dopo quello che si era reso necessario in seguito al terremoto del 1832», ha aggiunto.
Grazie al finanziamento assicurato dalla Struttura commissariale (7,6 milioni, a cui si sono aggiunti altri 1,5 milioni per l’intervento ancora in corso sul campanile) è stata restituita in piena sicurezza una delle mete insostituibili nell’agenda e nei percorsi dei fedeli e dei turisti di tutto il mondo nell’anno giubilare e alla vigilia delle celebrazioni dell’ottavo centenario della morte del santo di Assisi. I lavori sulla cupola del Vignola sono stati svolti con ponteggi “in sospensione” fino a 65 metri da terra. Castelli ha voluto ricordare «il quotidiano lavoro affinché questi luoghi di culto, simboli del genio italiano e della spiritualità francescana, siano il più possibile tutelati e rafforzati per tramandarli alle future generazioni. Non bisogna dimenticare – ha continuato – l’eccellenza e la perizia delle imprese locali (anche questo è un dato importante per la ripresa economica e sociale del territorio) che hanno operato gli interventi in questo anno e mezzo di lavori celeri e rispettosi del luogo – la basilica non è mai stata chiusa al culto e alla visita dei fedeli, grazie ai ponteggi mobili nelle navate – condotti con soluzioni tecnologiche all’avanguardia».
26 marzo 2025