Diritto di cittadinanza, le Acli: «Battaglia per dare un futuro al Paese»

Lo Ius soli al centro di un convegno, con le testimonianze delle seconde generazioni. Letta (Pd): «Se non ci riusciamo in questa legislatura ci riproveremo nella prossima»

Dedicato allo “Ius soli” il convegno organizzato ieri, 26 maggio, dalle Acli nazionali. aperto dalle testimonianze di Mohamed Abdallah Tailmoun, portavoce Rete G2 – Seconde Generazioni, dell’attore Jonis Bascir e della pluricampionessa italiana di lancio del peso nelle categorie giovanili, Danielle Madam. «Una politica che non ha coraggio è una politica che non riesce ad avere prospettive – ha detto il presidente Emiliano Mandredonia -. Invece oggi noi dobbiamo avere il coraggio di combattere e vincere la battaglia sul diritto di cittadinanza perché solo così saremo in grado di dare un futuro al nostro Paese».

Ha riportato l’attenzione sul «milione di ragazzi in attesa di avere la cittadinanza» il vicepresidente Acli Antonio Russo. «Per noi sono cittadini – ha detto -. Anche per loro oggi dobbiamo cercare il più ampio consenso possibile per procedere con una riforma che non può essere di destra o di sinistra: la legge del 1992 sullo ius sanguinis appartiene ad un’Italia che non è più quella di oggi». Presente al convegno anche il segretario nazionale del Partito democratico  Enrico Letta, che ha sottolineato come «l’Italia post pandemia dovrà emendarsi da tanti difetti del passato e tra questi difetti c’è anche il ritardo sulla riforma del diritto di cittadinanza. Costruiremo un’Italia migliore – ha evidenziato – quando la diversità e l’apertura al diverso saranno considerati un arricchimento e non uno svantaggio. Voglio dire a voi delle Acli che noi faremo tutto il possibile sia a livello parlamentare sia a livello culturale per raggiungere questo obiettivo. Sono realista – ha continuato -: so benissimo che in questa legislatura in parlamento siamo il 12 per cento. Ci proveremo in questa legislatura e se non ci riusciamo ci proveremo nella prossima. Ma lo vogliamo fare a partire soprattutto da uno sforzo culturale».

Anche la senatrice Emma Bonino ha voluto ribadire che «si tratta di una battaglia che deve avvenire su più fronti, partendo da quello culturale. E poi dobbiamo cercare di dividere i due piani, quello della riforma del diritto di cittadinanza e quello dei flussi migratori perché, in questi ultimi anni, si è creata, volutamente, una pericolosa sovrapposizione», ha concluso.

27 maggio 2021